Il vero brodetto sangiorgese

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Per gli amanti delle tradizioni culinarie nostrane, o semplicemente per chi ama il pesce e la buona cucina, un appuntamento DA NON PERDERE con... IL VERO BRODETTO ALLA SANGIORGESE!
Il Comune di Porto San Giorgio ha infatti codificato per il brodetto la Denominazione Comunale d'Origine e lo ha portato sulle tavole dei ristoranti sangiorgesi.

Dal “broeto” veneto al “brodetto alla sangiorgese”, quello De.Co.
Risale al Medioevo veneto il termine “broeto”, ovvero un intingolo denso che inizialmente era a base di un solo tipo di pesce. Apparteneva all’area del golfo di Venezia, che abbracciava tutto l’Adriatico fino a giungere in Grecia.

Il pesce più usato era il ghiozzo (o paganello) che nell’Italia centrale dell’epoca non aveva mercato. I pescatori, che cuocevano questo pesce in guazzetto, cominciarono presto a chiamarlo “il brodetto dei poveri”. Col tempo al ghiozzo si aggiunsero anche le triglie e la saranghina, e al pane che si intingeva nel sugo, nel ‘700 si aggiunse la polenta. In seguito le mogli dei pescatori misero insieme i diversi pesci, le erbe dell’orto e si iniziò ad avere un brodetto simile a quello attuale. Brodetto attuale che a Porto San Giorgio ognuno prepara secondo la propria ricetta. C’è chi ci mette il pomodoro verde, c’è chi invece ci mette la passata, c’è chi usa il vino e chi invece l’aceto, c’è chi insaporisce col pepe e chi insaporisce col peperoncino, c’è anche chi preferisce l’aglio alla cipolla, o chi li mette entrambi.
Ma “il vero brodetto alla sangiorgese” deve abbinare in “coro” i diversi sapori. E il retrogusto dolce del pesce deve essere bilanciato con una componente acida come quella dell’aceto o dell’aglio, e magari col pomodoro verde. Nella ricetta De.Co. non si possono utilizzare pesci congelati, pesci non dell’Adriatico centrale (sarebbe meglio se provenissero dallo specchio d’acqua della marineria sangiorgese), e tutti gli altri ingredienti devono essere locali. La ricetta ufficiale prevede dunque lo sgombro, il gattuccio e/o palombo, il merluzzo, il suro, lo scorfano, il sanpietro, il gronco, la triglia, il merlano, la baraccola (o razza), la rana pescatrice, la tracina, la gallinella di mare, il pesce prete, il moscardino, la mazzancolla, il cefalo e il granchio. Si devono scegliere almeno 13 diverse specie di questi pesci, e si dovrà accompagnarli con pomodori verdi, prezzemolo, aceto, peperoncino, olio e sale.
Il brodetto ha debuttato il 18 giugno 2013, a Villa Bonaparte di Porto San Giorgio. Durante la serata, alla presenza del Prefetto, del sindaco, di consiglieri comunali e regionali e della capitaneria di porto, è stato anche possibile assaggiare il brodetto, che d’ora in poi sarà “il testimone delle risorse etno-gastronomiche e storico-tradizionali della comunità sangiorgese”. La ricetta De.Co. si può dunque gustare una volta la settimana nei ristoranti aderenti al circuito.

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